Treni LEGO

Nella vasta produzione LEGO si possono individuare quattro “generazioni”, caratterizzate da diversi sistemi di alimentazione, ma soprattutto da diversi livelli di fedeltà e complessità.

Il primo treno LEGO prodotto risale al 1964: era l’articolo 323 e conteneva 248 pezzi. Decisamente spartano: aveva ruote di gomma e non prevedeva alcun tipo di binario.

Il primo treno LEGO: la livrea rossa (che ricomparirà regolarmente) è sicuramente un tributo alle ferrovie danesi

La confezione 610-1 è stata prodotta solo per il mercato nordamericano. Una complessa (per l’epoca) quanto improbabile locotender, dove comunque le ruote motrici sono di dimensioni più grandi delle altre

In una pubblicità d’epoca fa capolino un treno automotore, rosso ovviamente, come era in uso nelle ferrovie danesi. Notare l’assenza di binari dedicati

Pur con i limiti costruttivi dei lego anni ’60 nei libri di “idee” vengono presentati diversi modelli, non privi di una certa suggestione, che si ispirano alla realtà: locomotiva vapore con differenti rodiggi, carrozze a terrazzini, carri merci a piano ribassato per carichi fuori sagoma, carri con stanti, passaggi a livello, etc..

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Un altro prodotto avulso da ogni serie “ferroviaria” era la bella vaporiera Thatcher Perkins della serie LEGO Hobby Set, prodotta nel 1976. La serie Hobby Set è stata in qualche modo il precursore della serie Technic: erano confezioni dove si enfatizzano gli aspetti costruttivi rispetto a quelli di gioco. La grande scala permetteva di ottenere un ottimo realismo anche in assenza di pezzi speciali!

Prima Generazione “Blu era” 1966-1979

Nel 1966 vennero prodotti i primi binari di colore blu con scartamento di 8 bottoni, a tutt’oggi lo standard (scala “L” o “City”); la motorizzazione era quella standard LEGO a 4,5 V  a batteria o a 12 V con terza rotaia.

Il libro di idee LEGO dedica la copertina ai treni!

Il catalogo 1970

Il set 182 era completo di carrozza mista di 1-2 classe, carrozza ristorante nei colori pop, locomotiva a vapore con tender e carro senza sponde

Il set di avvio a 4,5 V  completo di segnali, passaggio a livello e un binario morto! Non male come inizio!

La loco del sistema a 12 V. I fanali sono stampati sul pezzo, ma non mancano i dettagli: griglie, numero di serie, logo DB a biscotto e particolari sull’imperiale! La prassi di riportare il numero di catalogo sulla locomotiva è stato mantenuto fino ad oggi anche per la prestigiossima l’Emerald Night

Un fortunato bambino degli anni ’70: oltre a modelli di maggior realismo, verso la fine degli anni ’70 erano state introdotte le prime “minifig” statiche, stazioni, scali merci, autobus e altri elementi che permettevano di costruire un plastico semirealistico

Seconda Generazione “Grey era” 1980-1990

Conosciuta anche come l'”epoca d’oro” dai fan più incalliti, era caratterizzata da binari grigi e da una grande varietà di mezzi, relativamente fedeli ai modelli reali, come il TEE delle ferrovie tedesche DB, un elettrotreno che ricordava il TGV e svariati carri merci e carrozze passeggeri. Con questa seconda generazione vengono introdotti molti pezzi speciali come porte, finestrini e carrelli che conferiscono un maggiore realismo ai modelli. Anche durante questo periodo convivevano i sistemi a batteria o elettrici a 12 V con rotaia centrale

Il bello dell’epoca II è che treni a mano, treni a 4,5 volt e treni a 12 volt convivevano in armonia. I modelli più prerstigiosi erano alimentati dal trasformatore, i “pesi medi” avevano la loro brava batteria nascosta in un vano e gli umili locali con le carrozzette a due assi venivano spinti a mano, senza falsi pudori! Il 7710 è uno dei set più rari dell’epoca II

Una bella carrellata epoca 2, l’epoca d’oro dei treni di LEGO: immancabile il TEE delle DB e alcune moc di epoca più tarda (sulla destra)!

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secondo alcuni psicologi, in termini di potere rilassante, un pomeriggio di gioco con i trenini equivale ad una vacanza di una settimana!

Il rarissimo bagagliaio a carrelli: indispensabili per completare i treni a lunga percorrenza dell’epoca II

Il treno ad alta velocità, vagamente ispirato al TGV (all’epoca, unico treno AV in Europa!): l’aspetto, per quanto gradevole, è ancora molto spigoloso e i pezzi speciali molto pochi.  Le griglie della motrice sono addirittura riprodotte con le persiane delle finestre e il pantografo monobraccio è realizzato in maniera molto artiginale !

La magia di un plastico quando si accendono le luci!

Terza generazione “9 V”1991-2006

La terza generazione era caratterizzata da binari grigio scuro e alimentazione a 9 V. Il sistema a 9 V era integrato nella serie “City” ed è stato abbandonato nel 2006 con la splendida confezione di addio 10183 “Hobby Train”

Il metroliner completo della vettura panoramica “Club car”; l’ambientazione non è però filologica: le carrozze panoramiche (vista dome) non possono circolare sulle linee degli Stati Uniti orientali a causa della sagoma limite

Livrea argento e “liberty colours”: non c’è dubbio, si tratta dell’AMTRAK!

Il Metroliner Amtrak, uno dei modelli più ricercati dell’epoca III. Visto l’enorme successo questo set è stato riproposto nel 2001 con numerazione 10001 nella serie “legend”

Il coccodrillo OBB: un “must” per i fan più accaniti! Perchè non lo ripropongono nella versione RC?

L’epoca III non è scevra da boiate: desiderosa forse di attrarre i bambini dell’era digitale, una LEGO in calo di fatturato produce questo futuribile ( e orrendo!) set “Cargo”. Il 4459 è sicuramente il punto più basso della sterminata produzione della casa danese

LEGO sembra aver ritrovato la bassola impazzita con questa splendida confezione di addio al sistema 9 V. Con i moltissimi pezzi contenuti era possibile costruire svariati modelli, tra i quali l’oscuro Wismarer Schienenbus, attivo nella DDR fino alla fine degli anni ’80 (foto sotto)

Terza generazione: verso il modellismo

Il primo treno RC non convince: più che “serie CITY” sembra DUPLO! Troppi pezzi speciali e di grandi dimensioni (come il frontale) ne riducono drammaticamente l’appeal

L’ultima generazione, che comprende sia i treni RC che  quelli “power function” è caratterizzata da modelli sempre più dettagliati, che si richiamano a modelli realmente esistenti. Con la diffusione di Internet e le vendite on-line la comunity dei cultori cresce e dismisura. I modelli autocostruiti (MOC) di grande effetto costringono LEGO ad un realismo sempre più esasperato. Ci si avvia, finalmente, a passi spediti verso il “modellismo”: vengono prodotte la FP-3 della Santa Fe e e il relativo set di carrozze “Super Chief” e la GP-38 in livrea BNSF. Questi modelli, destinati ad un pubblico “adulto”, ricatturano molti fan dell’epoca 2, che si erano nel tempo allontanati perchè teenager con altri interessi, per lo scadimento qualitativo dei mezzi e per la  poca disponibilità economica. L’apoteosi viene raggiunta nel 2009 con il modello 10194 Emerald Night, modellato sulle Pacific inglesi A1-A3, che per la prima volta riproduce in maniera realistica il rodiggio delle locomotive a vapore con ruote di diametro e foggia differente tra loro e bielle di accoppiamento per gli assi motori. Le ultima favolosi confezione sono il treno porta container Maersk del 2011 e il TGV PSE  ribattezzato per l’occasione con il nome di fantasia (poca) “Horizon Express” della serie “CREATOR” uscito il 1° Gennaio 2013. La scelta di mantenere la scala “L” (scartamento 8 bottoni, larghezza 6 bottoni per i mezzi) anche per i modelli “di pregi”o si rivela vincente: non solo è uno scala alla quale i modellisti sono in qualche modo abituati (è simile alla O del modellismo tradizionale) ma permette di intercettare un vasto pubblico: da quello dedidto al gioco (vista la totale compatibilità con il sistema CITY) fino al vetrinista o al costruttore esperto pronto a migliorare il modello prodotto.

la FP-3 spiana la via verso il modellismo! Dopo la FP-3 anche le nuove confezioni della serie “CITY” ne risentiranno positivamente. Un modello azzeccatissimo e clonato da Enlighten!

Il caratteristico profilo arrotondato è reso molto bene, grazie all’abbondante uso di pezzi speciali e tecnica SNOT. Un capolavoro!

Un “Chief” a pesante composizione: sicuramente ci sono quasi più carrozze qui che in un vero “Chief” di inizio anni ’70

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LEGO o Marklin?La BR 01-10 delle ferrovie tedesche. Uno dei tanti modelli autocostruiti (MOC) che hanno spinto LEGO a produrre modelli sempre più raffinati. L’accuratezza del rodiggio è sorprendente!

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Con i pezzi speciali le possibilità costruttive sono illimitate: non potevano mancare i fan della retica, con una bella interpretazione in verde della Ge 6/6

La GP-38: un classico dell’universo ferroviario americano!

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Una loco elettrica della serie CITY: modello fittizio, relativamente semplice, ma ben realizzato!

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Loco da manovra pesante di fattezze germaniche: molti dei treni LEGO, sopratutto di epoca II hanno si sono ispirati alle ferrovie tedesche.

L’apice della produzione ferroviaria di LEGO: l’Emerald Night, realizzato da Jamie Berard. Peccato ci sia una solo carrozza in dotazione!

Il treno Maersk: un’ottima realizzazione che ha risvegliato in molti appassionati l’interesse per i treni LEGO. L’azzurro “Maersk” non era mai stato prodotto prima e non verrà più riprodotto in futuro!

TGV PSE

L’ultimo nato dei treni LEGO: il TGV PSE

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La versione MOC a 4 pezzi, realizzabile con due confezioni: un compromesso tra realismo e possibilità di utilizzo!

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2 Responses to Treni LEGO

  1. Marco Interrante ha detto:

    Ottimo e preciso resoconto di una gloriosa storia…alcuni pezzi li desiderai ardententemente da bambino, ma – causa finanze – rimasero un sogno!
    Una curiosità della serie blu erano i pioli di inversione: questi si fissavano all’esterno del binario e, quando il treno sopraggiungeva, urtavano la leva di inversione elettrica; in tal modo il treno invertiva in un baleno il senso di marcia fino a toccare un altro piolo oppure dopo, aver percorso tutto il tracciato, toccava di nuovo lo stesso piolo ed invertiva di nuovo il senso in un continuo (ed assurdo) andirivieni.

  2. morands ha detto:

    Devo dire che personalmente preferisco il fascino dei vecchi Lego anni Ottanta, abbastanza evocativi ma ancora in grado di scatenare la fantasia negli accostamenti con il reale. Gli ultimi modelli… spengono un po’ la fantasia

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