KIHA 41000

La prima automotrice a combustione interna giapponese è stata la KiHaNi-5000 prodotta nel 1929; era lunga 10 metri, con trasmissione meccanica. Ne vennero prodotti 12 esemplari. Il secondo modello KiHaNi-36450 con motore a benzina e trasmissione elettrico si dimostrò insoddisfacente. Nel 1932 venne introdotta la KiHa-36900 con motore a benzina da 100 HP, trasmissione elettrica e cassa leggera. Il modello si dimostrò affidabile e ne vennero costruiti 36 esemplari numerati 36900-36935; poco dopo la loro introduzione la KiHa-36900 venne rinominata KiHa-41000 (41000-41035). Tra il 1933 e 1934 vennero prodotti altri esemplari portando il numero totale dei pezzi prodotti a 138. La KiHa 41000 venne destinata fin da subito alle linee secondarie dove si dimostrò fin da subito di capienza insufficiente. Il 29 gennaio 1940 la motrice a benzina 42056 deragliò presso Osaka prendendo fuoco: nell’incidente, il più grave nella storia ferroviaria del Giappone, morirono 190 persone e 82 rimasero ferite. Dopo questo incidente le ferrovie imperiali giapponesi decisero di abbandonare l’alimentazione a benzina, ritenuta troppo pericolosa. Durante gli anni della guerra non vi furono ulteriori sviluppi nel campo delle automotrici vista la carenza cronica di combustibili che affliggeva i paesi belligeranti. Al termine delle ostilità vennero sviluppati altri modelli di automotrici con trazione diesel-elettrica. Nel 1948 11 automotrici del gruppo 41000 in servizio presso Chiba e Niigata, dove erano stati scoperti giacimenti di gas naturale, vennerò adattate per l’alimentazione a gas, andando a costituire il gruppo KiHa-41200 (No.41200-41211). Nel 1952 venne ripristinata l’alimentazione diesel e il gruppo venne rinominato KiHa 41300 (41300-41311). Nel dopoguerra molte KiHa 41000 delle varie sottoserie vennero cedute a ferrovie private dove rimasero in servizio fino agli anni ’80. Durante la revisione del 1957 il gruppo 41300 JNR venne rinominato KiHa-04 (No.1-12). Tutte queste automotrici sono ritirate dal servizio sulla rete nazionale nel 1966.

KiHa 36900 in livrea originale Budou iro #1 (marrone scuro) mantenuta fino al 1955 (prodotta da One-Mile, in metallo)

KiHa 04-8 nella nuova livrea JNR per le automotrici (prodotta da One-Mile, in metallo)

Automotrice KiHa-41307 (1934 – 1987)
La KiHa-41307 venne costriuta da Kawasaki-Sharyo Co. ed entrò in servizio il 30 gennaio 1934, con matricola 41056. Alimentata a benzina era impiegata sulla linea Koumi nella zona di Nagano. Nel dicembre 1948 venne trasformata per l’alimentazione a gas presso le officine di Nagano ed assunse matricola 41207. Nel Novembre 1952 venne trasformata ancora una volta per l’alimentazione diesel ed assunse la numerazione 41307. Nell’aprile 1957, quando l’intero gruppo venne rinumerato come KiHa-04 la 41307 assunse numero 8. L’11 gennaio 1958 venne ritirata dal servizio e venduta alla Enshu-Tetsudo Co. dove entrò in servizio come KiHa-802. Sebbene la Enshu-Tetsudo fosse già elettrificata, le automotrici erano necessarie per alcuni i servizi diretti sulla linea Futamata delle ferrovie nazionali che al tempo non era ancora elettrificata. Nel 1967 venne venduta alla Hokuriku-Tetsudo Co. insieme alla KiHa-801 e 803.

Enshu-Tetsudo KiHa 803

Enshu-Tetsudo KiHa 802 (Tomytec)

A quel tempo venne convertita per la trasmissione diesel-idraulica e venne numerata KiHa-5211. Nel 1972 in seguito alla chiusura della Hokuriku-Tetsudo Co la KiHa-5211 venne ceduta alla Kanto-Tesudo Co. per i servizi sulla linea di Tsukuba (in seguito diventata una ferrovia autonoma la Tsukuba-Tetsudo) insieme con la KiHa-5212. La KiHa-5211 assunse la nuova numerazione KiHa-461. Nel 1977 venne ritirata dal servizio e mantenuta in ordine di marcia come riserva. Con la chiusura della Tsukuba-Tetsudo nel 1987 venne definitivamente accantonata. Riportata dalle JNR nella livrea della KiHa 04-8 era esposta al museo dei trasporti “Sakura”di Tsukuba nella prefettura Ibaragi. Nel 2007 è stata riportata allo stato d’origine come KiHa-41307 e trasferita al museo Saitama.

KiHa 41307 nella livrea degli anni '30 (prodotta da One-Mile, in metallo)

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