30 settembre 2011: Desio Farewell

Il giorno dopo aver spento 130 candeline, va in pensione la tranvia interurbana per Desio

Addio al Tram Milano – Desio.

 Alla fine, la tranvia Milano – Desio l’hanno chiusa davvero. Dopo ben centotrenta anni dall’inaugurazione! Erano anni che se ne parlava e per questo, la manutenzione era ridotta al minimo indispensabile: i binari erano logori, le traversine in legno erano marcescenti e la velocità media dei convogli era, ormai, paragonabile a quella di una bicicletta. I bei tempi dei convogli che sfrecciavano a cinquanta o più chilometri all’ora, solo un lontano ricordo. Tuttavia, sembrava che l’ora fatale non dovesse mai arrivare.

Poi, nel duemilaundici, le voci si erano fatte più insistenti ed un triste tam-tam si era diffuso tra gli appassionati: prima il ventinove agosto, poi il dodici settembre, poi pareva che fosse tutto rimandato a data da definirsi. Invece, i direttori d’esercizio decisero per il trenta settembre.

L’onore dell’ultima corsa da Milano “Parco Nord” (Niguarda) a Desio è toccato al convoglio 831+801+832; il vecchio trenino di tre pezzi avrebbe dovuto partire alle 19:16, ma tra l’applicazione della bandiera, dello striscione “Ultima corsa” e delle inevitabile foto da scattare, si è fatto un po’ tardi. Qualcuno ha anche appeso un nastro nero allo specchietto retrovisore, giusto perché fosse chiaro a tutti che di un viaggio senza ritorno si trattava. Affiancava il convoglio un autobus snodato appositamente organizzato affinché gli appassionati, cioè quelle strane persone che non avrebbero mai voluto compiere quella corsa, potessero guardare per l’ultima volta il loro amico correre sui binari. Ma l’autobus viaggiò vuoto, perché tutti noi preferimmo salire sul tram per accompagnarlo fino alla fine; proprio come si fa con un caro amico. Così i pochi “veri viaggiatori” di quella corsa di una tarda serata di un caldo fine settembre, si trovarono gli ambienti gremiti da un’ insolita folla  armata di macchine fotografiche, filtri, treppiedi e schede di memoria di riserva; e fu inevitabile –anche per il più distratto degli utenti – rendersi conto di trovarsi a bordo di un tram veramente “speciale”.

Il tragitto fu molto più lungo del solito; d’altronde ci fermammo più volte per scattare le foto di rito che consegneranno alla memoria il resoconto della fine di un’epoca. La tappa più sentita fu proprio nel centro di Desio: il trenino ci arrivò alle otto e mezza ed il suo fischio stridulo e ripetuto si mescolò ai rintocchi delle campane del “Duomo locale”. Naturalmente fu semplicemente una fatalità, ma a noi appassionati ci piace pensare che non fu solo la casuale contemporaneità di due eventi, ma piuttosto il solenne saluto a chi stava uscendo di scena.  Sotto le luci gialle dei lampioni stradali, un po’ tutti vennero a vedere cosa stesse succedendo. Molti tirarono fuori il cellulare per fare un’ultima foto ed allora il contrasto temporale tra la vecchia sagoma del muso del tram e le linee futuristiche dell’ormai indispensabile telefonino, apparve in tutta la sua vastità; sotto quei lampi, l’ultimo incontro tra due “ere tecnologiche”.  Anche qualche nonnina locale volle farsi fotografare accanto al trenino; quello che aveva preso per tanti anni, per andare a Milano, quando tra un paese e l’altro c’erano ancora i campi da coltivare e non solo le concessionarie di automobili.

Ma la tabella di marcia incalzava: risalimmo a bordo, un ultimo fischio del capo-treno e ripartimmo per l’ultima trance, la più dolorosa, quella verso il capolinea. Ci arriviamo alle nove meno dieci. Pochi metri prima che il tram si fermasse, nell’oscurità della sera, davanti al deposito di Desio, notammo tutti già pronta l’asta gialla fosforescente della messa a terra della linea che pendeva come un vessillo di morte dai fili aerei; quando sarà tolta la corrente, allora sarà davvero la fine. Poi qualcuno gridò “Termina” e tutti scendemmo. Il trenino non entrò subito nel deposito, ma rimase ancora qualche minuto lì, davanti alla gialla palazzina con la scritta cubitale tricolore ATM; ci fu il tempo per le ultime foto, mentre una piccola folla di maestranze, capo-treni, macchinisti, bigliettai ed appassionati lo attorniavano. Chissà se il vecchio tram avrà intuito qualcosa? Chissà se si sarà chiesto perché mai tutta quella gente e tutti quei flash? O, forse, da tram, altro non pensava che al suo lavoro, magari al turno di lunedì…

L’ultimo atto si compì alle 20:58: il convoglio si mise in moto tutto vuoto e si infilò, come un serpentone arancione, nel cancellone grigio di ferro. Un timido applauso scoppiò proprio mentre rimanemmo tutti a guardarlo sfilare davanti a noi, con i fanalini rossi che a poco a poco si persero dietro le erbacce dello spiazzo del deposito.

Forse tra una settimana o due i trenini verranno smembrati; poi arriveranno i camions che li caricheranno per portarli alla demolizione. Magari tra qualche tempo scomparirà anche il deposito ed al suo posto sorgerà un centro residenziale.

In attesa dell’incrocio a Nova con l’ultima corsa discendente

Allora della linea tranviaria che da Milano andava a Desio e che era sopravvissuta anche al secondo millennio non rimarranno che le foto ed i ricordi di chi, quella sera, era stato su quell’ultima corsa.

L’utima partenza da Milano, con tram imbandierato!

L’arrivo a Desio al calare delle tenebre

Il complesso bloccato del “farwell” riposa nel deposito

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